Bagnini, camerieri, barman: ecco gli esclusi dal ritorno dei voucher

Bagnini, camerieri, barman, ma anche pr, ballerini o le cubiste in discoteca. È la lista degli esclusi dai “nuovi” voucher. Il decreto dignità si avvicina al traguardo del voto in aula alla Camera con il ritorno appunto dei voucher banditi a fine 2017 e ora pronti a tornare, ma in edizione limitata all’agricoltura e alle strutture ricettive del turismo (con diversi paletti). Con il rischio quindi di escludere e riportare in nero tanti giovani o disoccupati che contano su questi “piccoli lavori”.

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Quello della reintroduzione dei voucher – aboliti dal Governo Gentiloni per timore di una sconfitta al referendum voluto dalla Cgil – è stato un punto di attrito nella maggioranza (sono mal visti dal Movimento 5 Stelle ma non dalla Lega ) e anche con i sindacati. Il compromesso trovato nelle commissioni Finanze e Lavoro della Camera prevede che imprese agricole, piccoli alberghi, strutture ricettive del turismo ed enti locali possano utilizzare i buoni lavoro (non più per tre ma per 10 giorni). Per le aziende agricole rimane il limite dimensionale di 5 dipendenti, mentre per quelle turistiche viene fissato a 8. Il pagamento può essere effettuato non solo in banca ma anche negli uffici postali trascorsi 10 giorni dalla prestazione di lavoro. Come già previsto in passato, a lavorare con i voucher potranno essere solo pensionati, studenti sotto i 25 anni, disoccupati e percettori di forme di sostegno al reddito. Per confermare l’appartenenza a una di queste categorie basterà presentare telematicamente un’autocertificazione all’Inps.